Vivere a tempo

A te che stai leggendo e che hai deciso di fermarti per un po’.


Uno degli ultimi libri che ho letto in questi mesi citava:
Perché non mi accontento mica di una vita normale, semplice e spensierata. No. Devo incontrare i miei mostri, abbracciarli, ascoltarli. Dargli da bere e da mangiare. Chiederò un sussidio all’INPS per questo. Forse questa ragazza che sta passando ora qui davanti a me, forse quel signore con il cappello scuro, forse tutti quanti combattiamo una guerra in silenzio. Senza farci sentire. Senza farci scoprire. Senza farci notare. Forse tutti quanti abbiamo bisogno di un attimo di gentilezza, di amore. Di un po’ di libertà, che troppo spesso manca. O che un giorno si è persa da qualche parte. Chissà dove.” . [Andrew Faber – Cento secondi in una vita]


Anni fa ho conosciuto un uomo che mi ha insegnato che “la risorsa più importante che abbiamo è il tempo”.
Il tempo è sempre stato uno dei grandi mostri con cui ho sempre combattuto. Nello sport, a scuola, in amore, a lavoro, in famiglia, con gli amici. Vivere a tempo non è una cosa che mi è sempre riuscita bene o perlomeno non in tutti i campi.
Un giorno forse, uscita da questa casa che al momento non sembra sentire lo scorrere dei minuti, imparerò ad andare a tempo in ogni battuta, ascoltando il mio ritmo. Sono settimane inaspettate che mi stanno facendo apprezzare ciò che ho e mi stanno facendo temporaneamente dimenticare la mia vita piena e movimentata. Perché in cuor mio non volevo ammettere che per un po’, fermarsi, sarebbe stata la cura alle mie peggiori paure.


Suono qualche nota nella mia camera ora che il sole è calato e fuori è buio.


La serenità è l’ultima cosa che avrei pensato di trovare qua.

Sabrina

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