Una lettera mai inviata

L, tante volte ho immaginato di scriverti senza trovare il coraggio per farlo ed anche oggi in fondo lo faccio per finta, ma questo accade perché so che sarebbe inutile.

Hai avuto un anno per parlarmi davvero e non è mai accaduto. Un anno durante il quale ho cercato in ogni modo di farti capire chi ero, cosa provavo anche a discapito dell'orgoglio e mettendo spesso in un cassetto la mia innata timidezza davanti a tutti.

Forse non è stato il metodo giusto, quello più ortodosso e forse hai persino creduto che mi prendessi gioco di te ed è la cosa che mi fa più male, non essere mai capita. Assieme alla sensazione di essere apprezzata, scelta, più per i miei limiti che per i pregi.

Lo scorrere del tempo non aiuta ed altri sguardi provocano solo fastidio.

Una volta però una persona mi ha suggerito che scrivere una lettera poteva aiutarmi, e quindi faccio questo estremo tentativo nella speranza di stare meglio.

 

In questo anno ho sofferto tantissimo dopo che mi era già accaduto in passato, per altre regioni, e non pensavo di meritare altre sofferenze, non ora non in questo percorso che stavo compiendo. Perché allora non riesco a lasciarti andare?

Spesso me lo domando, non so il motivo preciso, forse per una serie di cause. Perché non ho neppure avuto il tempo per capire cosa stesse accadendo? Perché sento il totale peso di una scelta istintiva? Perché ancora una volta sono ricorsa alla fuga e nessuno mi ha fermato? Perché desideravo ed ho immaginato così tanto certi momenti che perderli dopo averli solo accarezzati è stato dannatamente triste? Perché nonostante tutti i tuoi difetti mi piacevi davvero, in te ho creduto e nel tuo sguardo ho voluto scorgere "il sussulto più dolce, più vero"?

O perché a 38 anni sei stato il mio primo ragazzo, il mio primo bacio e di questa cosa mi vergogno a morte…magari nessuno lo può credere possibile e di certo confessarlo è imbarazzante, ma ecco lacerarsi un ennesimo velo. Ora mi sento completamente nuda, scrutata da occhi indiscreti, come mi sono sentita presa in giro, rifiutata, vuota, sola. Non so che cosa accadrà d'ora in avanti, ma nonostante tutto ti auguro il meglio. Permettimi un consiglio da amica, visto che delle amiche hai una considerazione molto maggiore di quella che riservi alle noiose donne che potrebbero esserti compagne di vita, non limitare le tue prospettive, io credo che saresti un padre meraviglioso, non ti nascondere dietro la maschera di eterno Peter Pan per sfuggire le responsabilità, akuna matata è una filastrocca che non funziona a lungo, o perlomeno funziona finché la vita non ti mette di fronte ad una scelta, quella di cambiare per non soccombere, lo so, è stato per tanto il mio rifugio, un mantra senza via d'uscita.

Good luck e ricordati che il sole è e resterà sempre uno solo.

Nicoletta Spinozzi

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