Sotto lo stesso cielo

Mio amore,
sono giorni difficili da passare senza di te. Quando esco in giardino, chiudo gli occhi e lascio che la brezza mi accarezzi il viso. Solo il delicato tocco della natura riesce a sopperire alla tua mancanza, ad imitare il calore delle tue mani.
Inizio a guardarmi intorno ma mi sento spaesata, come se percepissi con ogni minuscolo pezzo di me la tua dolorosa mancanza. Mi chiedo quando sarà il giorno in cui potremo di nuovo intrecciare le dita l’uno con l’altro e sorriderci con l’innocenza di due bambini.
Nel frattempo, cerco di colmare la tua assenza, prendendomi cura dei nostri ricordi come fossero fiori di primavera, vividi e colorati. In un battibaleno, mi ritrovo gettata a capofitto dentro le scene dei giorni passati assieme: io porto una lunga gonna a ruota, come in un vecchio film di Fellini; tu, invece, hai il viso segnato da quel sorriso misterioso che ti contraddistingue. Osservo, ripercorro e mi godo ogni istante; ma sono già qui di nuovo.
Sono ripiombata nel presente solitario, dove non vi è segno dei tuoi occhi scuri che mi scrutano con amore, delle tue grandi mani che mi accarezzano le guance, dei gesti di affetto scambiati quando eravamo vicini. N’è rimasta solo l’ombra.
Ma da quel buio fascio, si erge una foca luce, quasi timorosa di disturbare: è la forza dell’amore che si appresta ad accompagnarmi in queste giornate inusuali. Mi sorregge mentre vivo quotidianamente e mi accompagna sulla strada della comprensione: perché è la tua vicinanza a mancarmi, ma non il tuo affetto. Così riesco a sentirti dire, talmente lontano che la tua voce appare un sibilo, quanto mi ami; a sentire il calore che attraversa il mio corpo, come dopo una battuta, una di quelle che solo io e te possiamo capire, detta con le parole del cuore.
Seppur slegati dall’angoscia di un tempo che si è fermato, rimaniamo il più bel sogno di una notte di primavera; ed è soprattutto in questa notte che siamo entrambi sotto lo stesso cielo.
Oggi e per sempre,


tua Ilaria

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