Sogna

Cara Giulia 

 

l’ultima volta che scrissi una lettera fu per confessare a mamma e papà del mio amore segreto: scrissi di getto, quasi senza punteggiatura. Ho dimenticato come si scrive una vera lettera quindi ti chiedo scusa in anticipo per la forma. È trascorso tanto di quel tempo che quasi non ricordo più il tuo volto, ci siamo perse ma avrei voluto non accadesse. Ho deciso di scriverti nella speranza di recuperare il nostro rapporto perché ritengo sia fondamentale per poter andare avanti. Inoltre mi manchi, mi manca il tuo sorriso spontaneo e contagioso che tutti ammiravano. Ti ricordi quando la maestra di danza ti disse che era un piacere stare in tua compagnia proprio per quella linea curva sul tuo viso? Più gli altri gioivano del tuo sorriso, tu felice ancor di più sorridevi. A volte ci ritroviamo a concedere meno tempo alla felicità. Perché?  Credo che la causa principale siano le aspettative che costruiscono per noi gli altri e l’obbligo che ci imponiamo di soddisfarli ci allontana così tanto dai nostri sogni fino a dimenticarne i colori. Ci si vorrebbe fermare un attimo per riflettere e per ricongiungerci con noi stessi e i desideri privi di condizionamenti esterni ma tutto va così veloce da risultare impossibile. 

Come stai? Ricordo avessi molti sogni. Con la tua determinazione avrai realizzato quelli a cui tenevi di più. Spero tu non sia diventata una ballerina di hip-hop perché, non ti offendere, eri una schiappa. La tua creatività l’hai concentrata nell’arte della comunicazione e in essa hai trovato come  esprimerti. Ho letto i tuoi racconti, le tue sceneggiature e visto alcuni video: continua così. Spero che con la tua creatività riesca, come sempre hai sognato, a vivere. Un lavoro comune non fa per te.  Ti ricordi quando la maestra Cristina ti chiamava “bella addormentata”? Come farle capire che non dormivi bensì sognavi ad occhi aperti? 

Continua a sognare, non smettere mai…


Con affetto, 

 

Giulia

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