Lettera oltre me

Questa mattina, per posta è arrivata una lettera. Sulla busta ritrovo la mia calligrafia che indica il mio nome ed indirizzo. Ricordo come speravo di sentirmi nel momento in cui avrei letto quelle parole. Ricordo come mi auguravo di stare nel periodo in cui avrei ricevuto quella lettera.

 

"Cara Valentina, ti auguro tu possa vivere serenamente e con gioia questo periodo. Che tu possa assaporare ogni momento in condivisione con chi ami e chi ti ama. Che tu possa trovare il coraggio di affrontare le sfide che ti attendono, consapevole delle tue forze. Che tu possa infondere fiducia e sicurezza, e che trovi qualcuno o qualcosa che possa farti bere da questa stessa fonte. Coraggio."

 

Oggi, 28 marzo 2020, capisco che questo augurio non era solo per me. Oggi si espande e va oltre i paletti che credevo potessero dare certezza alla mia vita. La mia libertà è limitata, sono di fronte a nulla di certo, e ho paura. In questo periodo siamo tutti uguali, deboli, spaventati, attoniti. Siamo a casa, ma così come il tempo è sospeso, lo è anche la mente. Noi siamo ovunque; siamo sui balconi a cantare, siamo a pregare, siamo dentro ad affermazioni che sostengono tutto e il contrario di tutto. Siamo alla ricerca di un senso e sappiamo che c'è, ma diamo la colpa a qualcun altro. Siamo di fronte alla nostra vulnerabilità; ci fa rabbia, perché siamo costretti a guardarci dentro. Ma l'aria è più pulita, sentiamo altri suoni e rumori, le acque sono chiare; e l'essenza dei legami non scompare, ma scorre con foga lungo i cavi di connessione internet. Forse quella fonte è proprio in fondo a noi. Forse possiamo bere fiducia e sicurezza, nell'estremo momento di difficoltà, se troviamo il coraggio di scavare oltre la paura, scoprendo la nostra essenza; un'essenza che riunisce le nostre identità, che ci accomuna nel bisogno di essere con l'altro e per l'altro, un'umanità profonda e fragile.

 

Valentina Storari

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