La perla gialla

Abbiamo iniziato la nostra quarantena illudendoci che sarebbe finita presto, beh ci sbagliavamo!

Oggi sono esattamente 26 giorni che non usciamo da qui, 26 lunghi giorni!

Per un certo aspetto è come se fosse estate, niente scuola, tanti compiti, gli orari non sempre si rispettano, per altri aspetti è un po' come in inverno, quando il gelo punge e non si esce perchè ci si ammala...

Noi ci svegliamo sempre presto con un'aspettativa nuova, quasi come se di notte potessimo resettare tutto e come se la paura scomparisse all'alba. 

Un giorno abbiamo deciso di uscire dal nostro poggiolino alla ricerca di un raggio di sole che scaldasse i nostri cuoricini un po' tristi e annoiati, aperte le porte di legno scricchiolanti e le persiane un po' impolverate abbiamo scoperto l'oceano!

Si si avete capito bene!

Iniziamo però, a raccontarvi una cosa alla volta, noi abitiamo in una zona piena di palazzi, perciò il sole quando ci regala la sua luce diretta sul poggiolino, lo fa per poco tempo per poi scappare via per riscaldare l'altro lato del palazzo.

Una sera che tutti cantavano l'inno, ci siamo affacciati con mamma e papà ed abbiamo notato dei bimbi nel palazzo di fronte, anche loro erano felici e ci salutavano, noi non li conoscevamo prima di allora!

Il giorno seguente, inseguendo i raggi del sole li abbiamo rincontrati, ed ho pensato, 'che gentile questo sole, vuole scaldare anche il loro cuoricino!' Allora li abbiamo chiamati : "hey bimbi, ciao! Come vi chiamate?"

"Io sono Samuel e lei è la mia sorellina, Elisa!"

Passavano molte macchine ancora e non sempre riuscivamo a sentirli bene ma grazie alla loro mamma ed al loro papà abbiamo compreso i loro nomi, Edoardo ed Emma.

Tra un saluto ed un'altro abbiamo iniziato a giocare, c'era chi prendeva le pistole, chi le spade, chi il miglior vestitino, chi le ali da fatina ecc ecc.

Così tutti i giorni e ogni giorno avevamo dei giochi nuovi da mostrare ma quello che mi è piaciuto di più è che abbiamo iniziato a fabbricare le nostre armi con le nostre manine, lasciando piano piano i giocattoli che avevamo già!

Mi chiederete, ma le armi a cosa servivano? Che sciocchini che siete! Eravamo dei pirati no? La nostra nave era "La Perla Gialla" e la loro "La Perla Nera"

Abbiamo creato le nostre bandiere con un manico di scopa e dei fazzoletti e le sventolavamo, facendoci la guerra, una guerra mai vista prima, che farebbe invidia persino al leggendario Capitan Uncino!

Quando ci stancavamo di farci la guerra, prendevamo le bolle di sapone della pace, provavamo a farle arrivare dall'altra parte e una volta ci siamo pure riusciti, grazie al nostro alleato, il vento! La cosa più emozionante è stata quando abbiamo creato degli aerei di carta e dopo averci scritto un messaggino, lo abbiamo fatto volare con la speranza che arrivasse dai nostri amici.

Abbiamo chiesto a dei passanti di lasciarci gli aerei nella cassetta della pubblicità visto che avevano fallito la missione e cosi siamo riusciti a leggere i messaggi. Ci siamo davvero emozionati al sapere che anche i nostri nuovi amici ci volevano incontrare, quando tutto questo sarebbe passato!

Abbiamo imparato molte cose in questa quarantena, la prima che questo brutto virus, ha i suoi lati positivi e negativi, la seconda è che nessuno sconfiggerà mai i bambini pirati che combattono, si fanno la guerra ma poi vogliono subito soffiare bolle di pace!

 

Milagros Mezarina

mamma di Samuel ed Elisa <3

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