Il caffè di Luca

Non sono un’amante del caffè, o meglio, me ne basta uno giusto per iniziare la giornata, purché sia buono.

Distributori automatici, cialde e capsule per me non esistono, esiste solo il caffè di Luca.

Ormai sono quasi due anni che, puntualmente, alle 6.40 arrivo davanti al suo locale e nel mio parcheggio in doppia fila mi godo il sorgere del sole mentre intorno a me regna ancora il silenzio del primo mattino.

Entro, prendo posto al solito tavolo da 4, ma non aspetto quasi mai nessuno e Luca è lì dietro il bancone a preparare il suo prezioso caffè… prezioso, perché credetemi: quel caffè è il miglior inizio di giornata che si possa desiderare.

Se poi, al quotidiano “come stai?” di Luca, rispondi che hai dormito male o hai mal di testa, lui ti proporrà un caffè un po’ più forte ed ancor più miracoloso del solito.

Al mio fianco, c’è sempre N. intento a leggere il suo libro della settimana, scelto accuratamente e ordinato dalla sua biblioteca di fiducia.. una volta finito, poi, me ne farà una recensione.

E’ una sorta di circolo letterario a due il nostro, e mi sento davvero fortunata ad averlo trovato.

Non capita tutti i giorni di trovare qualcuno con la tua stessa voglia di leggere ovunque.

Poi, c’è C. che lavora anche lei in una caffetteria, ma prima di prendere i mezzi per arrivarci, si ferma sempre da Luca, perché come il suo caffè non ce n’è.

Se sono fortunata, ecco che entra anche la signora con il cane, un labrador nero come la notte dal nome simpatico: Ciccio.

Ciccio cammina libero, senza guinzaglio, al fianco della sua padrona e sa già che alla mattina si va da Luca per la colazione.

La signora di sistema al solito tavolino per 2 di fianco alla vetrina, io non mi siedo mai lì, sono troppo freddolosa, preferisco il getto dell’aria calda proveniente dal condizionatore.

Ciccio, invece, va alla ricerca anche della più minuscola delle briciole di brioche, d’altronde anche per lui è l’ora della colazione.

Poi, viene da me che, purtroppo per lui, bevo solo caffè…le brioche me le concedo solo al sabato, quel momento è uno dei miei essenziali piaceri della vita.. si siede al mio fianco, cerca il contatto con il mio piede e mi riscalda il cuore con il suo affetto incondizionato.

Finisco il mio caffè ed ecco che arriva il momento che N. aspetta tutte le mattine, la lettura dei fondi.

Giro la tazzina sul piattino, aspetto qualche secondo e la volto verso di me.

“Lo gnomo c’è?” mi chiede N. e quasi sempre c’è…questa figura piccola, con il cappello e il nasino un po’ lungo, sempre protagonista della mia tazzina di cui non ho mai capito la valenza positiva o negativa nelle mie giornate.

Porto la tazzina al bancone, per me è arrivata l’ora di andare.

Ora la giornata può finalmente iniziare anche per me.

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