Esempio

Vorrei tanto poterne parlare a voce con te di questa situazione, ma purtroppo non si può, e allora scrivo, proprio come facesti tu il giorno in cui io me ne andai di casa.

"Ahimè questi giorni funesti spettano a me" direbbe Theoden, Re di Rohan, del mondo del Signore degli Anelli. Seppur in modo diverso,la sostanza è la stessa: un popolo costretto a rifugiarsi, pochi valorosi pronti a tutto per combattere un nemico che ad oggi sembra invincibile.

Eppure, siamo qui, si stringono i denti e si tira avanti, perchè non si può mollare. Ed è quello che mi è stato insegnato e tramandato, in primis da te mamma, a guardare spavaldo la vita in faccia, a resistere colpo su colpo. Ed è quello che sto provando a fare, dal mio "bunker". Però più passa il tempo più cresce in me la paura, e le lacrime ci mettono meno di un pensiero ad emergere.

E allora mi stringo forte nei ricordi, cercando un conforto che purtroppo, ad oggi, non posso ricevere di persona.

Mi manca il mare. Mi manca vivere Genova. Mi manca un sorriso sincero e tranquillo. Mi manca non aver paura, ora che lei e il sospetto sono entrati nel nostro quotidiano.

E quando devo affrontarli,cerco sempre di pensare a te, che neppure poco prima di andare ti sei piegata a facili isterismi, anzi eri più caparbia che mai. Ho ricevuto un grande lascito da te, un esempio. E nonostante in questo momento io stia tremando di paura, ho il tuo esempio a difendermi.

Per questo ti ringrazio, sperando che io riesca a difendere altri come tu fai quotidianamente con me.

È proprio ora che dobbiamo stare insieme, nonostante la paura.

Questo è il tuo esempio.

 

Manchi sempre tanto.

 

Tuo figlio Marco

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