E poi arriva Alyah

‘Papà? Prendiamo un gattino?’
‘Si atto atto atto!’

 

Sophia e Tommy mi guardano con gli occhi sgranati dopo avermi portato quella che a loro sembra un’ottima idea.

Siamo oltre il mese di quarantena. I giorni sono sempre uguali e la casa è un’immensa meridiana dove il sole segna le ore sul pavimento delle varie stanze: se è in cucina è mattino, se in sala è pomeriggio. Le attività si susseguono tra loro: compiti, gioco, letture, gioco, tv, tv, tv, ok basta tv? No, ancora un pochino.

I segnali di ripresa non sembrano ottimistici. O almeno non per Milano. Il virus ama la città che non dorme mai. E sembra l’unica cosa made in China che funziona alla grande. Compresi i miei figli, cinesi per metà ma con pile che ormai nella monotonia del quotidiano si scaricano sempre di meno. Ma non è un tempo perso, per noi. Ha tutta la magia di uno ritrovato, invece.

Come un lungo Natale, con tutte le sue difficoltà, o una domenica infinita. O come una sonata al piano di Chopin. Io e mia moglie ci guardiamo negli occhi a lungo e siamo convinti, assolutamente convinti del nostro no rispetto a una richiesta tanto assurda.

Un gatto adesso? Con tutto il casino che c’è fuori?

No. E quando si dice no è no.

Sarà per questo che una settimana dopo salgo le scale di casa con un trasportino blu in plastica, dentro il quale un esserino grigio dagli occhioni gialli si muove appena. I bimbi sono già sul pianerottolo, scalzi, in attesa.

Non stanno più nella pelle e saltellano eccitati.
E poi arriva Alyah, una gattina di due mesi, a riempire le giornate di un colore del tutto nuovo. Fin dalla prima sera è subito chiaro a tutti di che pasta è fatta: gioca con Sophia e Thomas, chiede attenzioni e ne dà. E’ la prima a mettersi a giocare al mattino e l’ultima alla sera quando cade addormentata dopo ore e ore di corse, fughe, attacchi a sorpresa, graffi e corse per casa.

E’ il primo pensiero dei bimbi al mattino e l’ultimo alla sera. Un tocco di colore in un momento a tratti grigio, un germoglio nuovo a ricordarci, nel tempo a venire, l’incredibile bellezza dello stare insieme. 

Qualunque cosa accada.

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