È questo il mondo che mi sarebbe piaciuto offrirti?

Jean-Baptiste Del Amo è uno scrittore Francese, autore, tra gli altri, di "Regno Animale" (2016), che gli ha fatto vincere il premio Livre Inter.

Loir et Cher, 23 Aprile 2020

 

Al figlio che non avrò.

Quando avevo l’età che, forse, tu avresti oggi, ho spesso pensato che non avrei mai avuto figli. Ciò che mi rattristava non era tanto la prospettiva di non averne quanto l’idea di privare i miei genitori di nipoti, di deluderli e di sapere che sarei rimasto, ai loro occhi e a quelli degli altri, irrealizzato.

E poi sono cresciuto. Ho voluto fare della tua assenza una forza. Senza di te sarei stato più libero, senza doveri, senza legami.

Mentirei, tuttavia, se affermassi che non ho mai invidiato coloro che hanno figli, se dicessi che non mi assale, a volte, il rimpianto malinconico di non averti conosciuto. In verità, probabilmente non avrei molto da darti. Non avrei una soluzione per premetterti di attraversare la vita senza scottarti. Nulla che ti avrebbe impedito di crescere, di scontrarti con l’aspra realtà di questo mondo, di diventare triste e serio, di essere deluso dall’amicizia e dall’amore. Vedi, più passa il tempo, meno certezze ho. Le mie convinzioni sono fragili e non ho imparato niente.

E poi guardaci, tristi esseri umani, che non hanno mai smesso de definire sé stessi in opposizione alle altre forme di vita nel solo intento di giustificare il nostro dominio su di esse. Non abbiamo ascoltato i segnali e gli avvertimenti. Abbiamo bruciato le foreste, esaurito le energie fossili, acidificato gli oceani. Abbiamo rinchiuso gli animali dentro gli allevamenti intensivi. Abbiamo fatto tacere gli uccelli. Abbiamo spinto al punto di non ritorno la nostra avida ricerca di profitto. Abbiamo eretto a modello il capitalismo più cinico e disilluso, ad esso sacrifichiamo senza batter ciglio i più deboli: l’animale, il migrante, il vecchio, il malato, il lavoratore.

È questo il mondo che mi sarebbe piaciuto offrirti?

Alcuni diranno che bisogna avere speranza, credere alle generazioni future. Ma non è che l’ennesimo modo per sbarazzarci di ogni responsabilità, come ha fatto la generazione dei nostri genitori negli anni 70, quando la politica e le lobby industriali si sono adoperate per impedire un più solido accordo internazionale sul clima e a imbavagliare chi lanciava segnali di allerta. Trent’anni dopo gli USA e il Brasile sono governati da scettici, i miliardari della Silicon-Valley investono nei bunker in Nuova Zelanda in previsione del crollo e l’umanità trema davanti alla nuova pandemia che la aggredisce.

Il saggista americano Nathaniel Rich lo dice: avremmo potuto salvare la Terra e non l’abbiamo fatto.

Allora sì, a volte, come in questo momento, mi attraversa un rimpianto: di non poter condividere con te questo inizio di primavera, il profumo del melo appena fiorito, la meraviglia di trovare una piccola biscia dietro la vecchia catasta di legno, questo libro per bambini che ho scritto sapendo che non te lo avrei letto.

Mi consolo dicendomi che, senza di te, perdo senza dubbio molto, tu in compenso non perdi granché.

 

Jean-Baptiste Del Amo

La lettera originale è stata pubblicata su https://www.franceinter.fr/emissions/lettres-d-interieur/lettres-d-interieur-23-avril-2020 e Jean-Baptiste Del Amo l'ha inviata a noi personalmente.

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