Cari sentieri

Cari Sentieri,

sapete che vi penso sempre, ma adesso più che mai. So che mi state aspettando e presto tornerò.

Ora sono bloccato nella mia stanza, non abbiamo mai avuto un rapporto facile. È stata tutto il mio mondo quando, il mondo vero, non lo volevo affrontare. Col tempo, le sue pareti sono diventate sempre più spesse, ed è diventata una prigione dalla quale non volevo evadere, perché pensavo che il futuro non fosse per me. 

La stanza era il mio eterno presente dove nascondermi e soffocare le paure. Sono passati 8 anni da quando l’ho lasciata, ma adesso sono di nuovo là, e le vecchie sensazioni riaffiorano, i motivi di oggi si confondono con quelli di ieri.

Ma adesso molto è cambiato e lo devo anche a voi, cari Sentieri. 

Mi avete insegnato a vivere un altro presente, a volte difficile, fatto di scelte e di errori, ma con voi si sente sempre di stare andando da qualche parte. 

Spesso non si sa dove, ma grazie a voi ho imparato che non serve conoscere il futuro per andarci incontro, non serve capire il presente per lasciarlo indietro, conta solo fare un altro passo, un’altra curva, guardare il panorama e ricominciare. 

E così, come il sentiero, la vita è andare verso un futuro ignoto passando per un presente spesso confuso, ogni passo ci aiuta ad accettarlo e ad avere meno paura.

No cari Sentieri, queste pareti non diventeranno mai più spesse e presto tornerò, perché io ho ancora tanto da imparare e voi da insegnarmi.

 

Andrea

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