Cara Italia

Cara Italia, 

è da un po’ che penso e ripenso a cosa dirti. Soprattutto a mezzanotte, sai? Quando vedo scattare i quattro zeri sento una specie di brivido, come se senza di essi non mi sarei neanche accorta del passaggio: è in questi momenti che inizio a riflettere su cosa ti sta realmente accadendo, a volte mi sento addirittura inutile dovendo ammettere che io non posso fare niente. Così, ammassando insieme un po’ di pensieri aggrovigliati ho immaginato quale sarebbe stata la mia parte: ho deciso di fare un appello ufficiale a tutti gli italiani, ai bambini, agli anziani, ai medici ma anche ai cassieri. Ci tenevo a dire che, da quando è iniziato tutto questo, tu non sei più la stessa: chi si sarebbe mai aspettato sentir dire agli studenti, sempre impazienti dell’ultima campanella, “non vedo l’ora di tornare a scuola”, o vedere i propri genitori passare del tempo insieme, a casa, per la prima volta da tutta la vita, o magari di poter uscire solo qualche ora durante la giornata, ed accarezzare l’erba nell'aiuola di fronte casa come fosse un tesoro prezioso che non si vede da tempo? E infine, chi si sarebbe immaginato di vedere una ragazza perdere la propria mamma, due bambini essere allontanati dal proprio padre senza neanche poterlo sentire al telefono, famiglie intere dividersi tra gli ospedali? Imprevedibile, solo così potrei definire tutto questo, che ci sta distruggendo.

Ormai ci siamo dentro con tutte le scarpe, che lo vogliamo o no la guerra ormai è cominciata e non ci resta che vincere. Ognuno di noi custodisce un piccolo guerriero dentro di sé: nasce con noi e poi cresce gradualmente, in base soprattutto alle esperienze: è il nostro momento di unire i piccoli combattenti che ci vivono dentro e formare un esercito, il più forte che si possa addestrare, così da combattere uniti per la nostra unica e meravigliosa Italia, che riavremo indietro più serena che mai. In questi momenti si riconosce la forza: medici e infermieri che lavorate senza sosta, abbiate la determinazione di non arrendervi, famiglie in difficoltà sotto tutti i punti di vista, stringete i denti e non perdete mai l’amore che vi lega; popolo italiano, noi possiamo essere tutto ciò che non siamo mai stati, siamo forti e possiamo davvero fare la differenza.

Tutti in pericolo allo stesso modo, tutti le stesse prevenzioni e le stesse regole, nessuno escluso dallo stare a casa, nessuna discriminazione, nessuna differenza tra ricchi e poveri, bianchi e neri, grandi e piccoli, uomini e donne. Siamo tutti coinvolti ugualmente nello stesso tunnel degli orrori e l’unico modo per uscirne è senz'altro collaborare. Che ci sia di lezione: oggi abbiamo visto che nei momenti di “blocco”, quando siamo di fronte ad una situazione simile in cui nessuno viene escluso ci accorgiamo veramente, forse per la prima volta, che siamo tutti umani. Padri, madri, figli, lavoratori, medici…ma prima di tutto siamo umani: abbiamo paura, abbiamo bisogno di non sentirci abbandonati, abbiamo solo voglia di uscire e tornare alla nostra vita.

Sono sicura che nessuno esiterà mai di cogliere un’occasione importante per pensarci su, nessuno litigherà più col proprio ragazzo, nessuno dimenticherà di augurare buongiorno, nessuno smetterà di abbracciare i propri genitori, di andare a trovare i propri nonni, nessuno rimanderà a domani.

Stiamo trovando le più piccole cose, pur di sentirci tutti un po’ più vicini, quelle che prima non apprezzavamo. Ad esempio, i cori dal balcone e gli applausi al personale medico delle 21.00 sono davvero una bella trovata: piccolo, minuscolo gesto che ci unisce, tutti insieme, come soldati di una battaglia al fronte durante la Tregua di Natale.

Nostra piccola, bellissima e fragile nazione, ci siamo noi che ti tiriamo su, fratelli più che mai, fratelli d’Italia.

 

Marghe

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