Cara anima

Cara anima,


da quanto tempo comunico con te o tu comunichi con me? Insomma da quant’è che comunichiamo?
Mi ricordo di essermi rivolta a te per la prima volta, mentre ero alle prese con la scrittura di una pagina del mio diario per alleggerire un po’ il cuore.
Forse erano gli anni del liceo, non so con precisione.
In quel periodo scrivevo molto e sempre quando tutti dormivano e con la luce fioca e a pancia in giù sul mio letto, prendevo il mio diario segreto e i fogli bianchi si tingevano di inchiostro, di emozioni, sentimenti, paure, sogni.
E mi confidavo anche con te o forse ho sempre dialogato con te, pensando di rivolgermi al mio caro diario.
Mi è sempre piaciuta la parola anima, mi è sempre risuonata dentro, come qualcosa che mi appartenesse.
Anche se non scrivo più come allora, ma soltanto di rado, credo di avere un bel rapporto con te, di coltivare una relazione che va evolvendosi.
È vero, non ti ascolto sempre, ma tu non ti fai capire sempre in maniera chiara. Bisogna starti dietro per decifrare il tuo linguaggio.
Comunque non puoi dire che ti trascuro, soprattutto in questo periodo. Non faccio altro che creare e dato che l'arte è il linguaggio dell’anima, mi pare che ti puoi ritenere soddisfatta.
Ma perché ti scrivo questa lettera? Per dimostrarti ancora una volta che ti do retta, che io ci sono per te come tu ci sei per me e per ringraziarti perché sei la mia guida.
Non so come sarei se non ci fossi tu a farmi riflettere, a spronarmi ogni volta a indagare il mio mondo interiore, a innaffiare i semi buoni e ad abbracciare le mie ombre per inondarle di luce.


Grazie.


Roberta

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