Avrei voluto mostrarle la bellezza prima che il danno fosse fatto

Ciao Lea,

 

So di non essere certo la prima persona a scrivere una lettera a “un bambino mai nato” e anzi il concetto non mi fa impazzire più di tanto. Però in queste ore mi sei venuta in mente. Tu sei quella per cui, in un certo periodo della mia vita, avevo iniziato a infilare monete in un salvadanaio di latta. Quella per cui a volte mi dicevo che avrei dovuto smettere di fumare (cosa che ho fatto comunque a causa di una banale bronchite) o di bere troppi Negroni Sbagliati. Quella per cui avrei dovuto viaggiare di meno, per cui avrei dovuto preferire un lavoro sicuro a quello che amo, quella che avrebbe dovuto dare un senso alla mia esistenza, they say. Sai, Lea, ti avrei voluto tanto. Ma come se non bastassero le contingenze e le assenze, gli orologi biologici e le relazioni imperfette, è successa questa cosa gigantesca. La chiamano invasione aliena, la chiamano guerra mondiale, la chiamano pandemia. A me, forse, sembra solo un meccanismo naturale che sta attaccando i più deboli dell’ecosistema, come se la grande potnia stesse facendo “ordine tra i contatti”. Fino a qualche mese erano le isole di plastica nel mare, i sistemi previdenziali pubblici, i nuovi fascismi, le nevicate che non ci sono più, i nonni che invecchiano, le rette degli asili, a farmi pensare che sarebbe stato meglio che tu restassi solo nella mia mente. Ora c’è il virus. Che rende impossibile ogni progetto, almeno per un po’, ma per quel tempo sufficiente da renderlo impossibile. Non sono mai riuscita a immaginarti davvero e ora forse capisco perché.

 

Why I want a daughter while I'm still young? I wanna hold her hand. And show her some beauty before this damage is done, but if it’s too much to ask, if it’s too much to ask, then send me a son”. - Arcade Fire, The Suburbs

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