Alla ricerca del tempo perduto

Sabato, 7,50 mi sveglio, mi peso e faccio il caffè, monto il latte, a tal punto da renderlo come meringa. Prendo la scatola dove tengo le fette biscottate e scuotendola non sento alcun rumore...... Vuota!!! Non sgarro mai a colazione, almeno a colazione. Apro la dispensa in cerca di una surroga.... Tonno.... Polpa di pomodoro... Pasta... Riso... Scatolame... In fondo a destra una confezione di buondi li da non so quanti mesi. Non guardo neppure la scadenza e la apro, prendo la merendina. Schiaccio, la carta e plof, scoppia e si apre. Non mi siedo neppure con tutte e due le gambe sotto il tavolo, prendo la delizia e pluf nel latte. La metto alla bocca e da lì in poi il cervello fa un rewind..... mi vengono in mente, cose bellissime della mia infanzia. Terza di cinque, genitori pasticcieri, in casa arrivavano solo prodotti del negozio. La prima colazione, per i primi 10 anni della mia vita, è stata scandita da, anicini, lagaccio, pasta frolla e caporali, dolci che le mie amiche invidiavano, ma che io non potevo più vedere. Raramente la nonna mi mandava a comprare una cosa all'ultimo minuto, e, nella spesa entrava una confezione di buondi. Ricordo che ci rincorrevamo sulla passerella per dividerli, ricordo la gioia che esprimeva quel piccolo dolcetto lievitato, ricordo la complicità della nonna, ricordo quella grossa granella di zucchero che si perdeva nel latte, ricordo che era festa.

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