Al più forte dei fratelli

La tua quarantena la stai facendo da ottobre, da quando hai proclamato al mondo di avere la leucemia. La nostra quarantena la stai vivendo proprio in ospedale, da solo, isolato da tutti, senza nemmeno che la mamma possa portarti teglie di pasta al forno per riuscire, quasi, a sopportare il dolore di saperti soffrire. Perchè questo è ciò che fanno le mamme. Mesi di video-chiamate, di mascherine e Amuchina ben prima del Coronavirus. Tu non sei un tipo da abbracci, in questo sei tale e quale a papà. Se decidi tu di abbracciare qualcuno - allora ok - ma se quel qualcuno, preso da uno slancio di entusiasmo per la vita, ti abbraccia a sorpresa, accetti di buon grado, ma ti irrigidisci dopo poco. "Ehi,ehi, frena gli entusiasmi!", la tua modalità Woody Allen si attiva nell'immediato. E a me manca questo: sentirti infastidito dai miei abbracci di sorella appiccicosa! Mi manca starti vicino senza paura di attaccarti un raffreddore, insultarti per la tua guida folle. Mi manca non dover tenere mia figlia lontana da suo zio (questa cosa di starti distante, ancora, non l'ha ben capita!). È molto diligente però: quando vede delle mascherine dice subito "ZIO!" Sei arrivato all'ultima terapia, poi casa, finalmente. E ancora non potremo fare vita normale, dovremo aspettare ancora un po' prima di rivederci, ma ti prometto che non ti abbraccerò: lascerò che sia tu a farlo per primo, spinto da uno slancio di entusiasmo per la vita!

 

(Perchè, in fondo, lo so che manca anche a te abbracciarmi)

 

Ti voglio bene Pippi,

Tua SIS

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